In edicola il nuovo numero

Siamo lieti di annunciare che è disponibile in edicola il nuovo numero del nostro magazine, ricco di spunti, storie e racconti a sostenere e condividere le eccellenze di Modena e provincia.

[Marzo 2015]

[Dall'introduzione del nostro Direttore responsabile, Gian Guido Folloni]

Uno sproloquio di Festa

“Sei un Sandrone”, mi diceva mio padre. Io tiravo su le braghe corte e soffiavo il naso per nascondere l’abbozzo di lacrima. Ma era un complimento. “Sandroun, le col ch’al dis da burla par dir da bòn”, mi consolava mia madre, riassumendo tutta l’arguzia contadina in una battuta. La rivincita verso i sapienti, i padroni, i potenti. 

A Carnevale, si sa, si può tutto quello che il politicamente corretto non consente. 

Modena, Finale, Formigine, Montefiorino, paese per paese, quartiere per quartiere: da quel giorno che gli Estensi portarono la famiglia pavironica a Corte, per farsi burla degli zotici di campagna e furono sagacemente burlati, Sandrone, la Pulònia e Sgorghiguelo ogni anno sono gli eroi dei giorni di allegria. Con i carri, le maschere, i canti e i balli, le feste pubbliche e private, le stelle filanti, i coriandoli e le frappe, che mia nonna chiamava chiacchiere, al belsòn da pucciare nel lambrusco, la Torta Barozzi, la cherseinta, al gnoch fret, i maccheroni al ragù, la polenta Modena, ovvero l’eccellenza del vivere, sa godersi il suo Carnevale. Si concentra, s’abbuffa, si mette in festa e va in Piazza Grande. 

C’è un anno da archiviare, da giudicare, da mandare in soffitta,  il terremoto da mettere alle spalle, la crisi da sorpassare. C’è qualcuno da mettere alla berlina: “a tal deg!”

Lo ha detto anche Sandrone con quel suo dialetto rifatto. E da sotto il balcone lo ha entusiasticamente applaudito il popolo modenese.

Gian Guido Folloni


Pubblicato il 2015-03-13