Ca’ del Rio, là dove nascono le amarene


"Mi sento di proporvi alcuni suggerimenti che riterrei importanti per il vostro futuro: il primo è la formazione scolastica, il secondo è avere dei sogni, il terzo è avere degli hobby”. 
Ivo Piombini, in un suo discorso a studenti delle scuole superiori.

“La bellezza – scrisse un giorno Oscar Wilde – è l’unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l’una all’altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, e un possesso per l’eternità”. E una gioia per tutte le stagioni, che si porta dietro tanta bellezza, la può esprimere anche un bel campo di amarene. Un immenso campo di amarene. Curato, coccolato, quasi “viziato”, come può fare solo chi il pollice verde ce l’ha nel sangue.

E’ il caso dell’imprenditore Ivo Piombini, classe 1951, presidente della Nuova Sima di Fiorano (azienda leader che produce automazioni
per ceramiche), il quale ormai da anni ha eletto come “buen retiro” una sua proprietà di 36 ettari a Casinalbo di Formigine, dove si trova tra l'altro un noto resort - "Ca' del Rio" - aperto tutto l'anno sia a pranzo che a cena, in cui trionfa la cucina tradizionale intervallata talvolta da specialità di pesce e da altri piatti regionali.

COME TUTTO HA AVUTO INIZIO

La storia di Ivo è bel romanzo tutto da scrivere. Lui, classe 1951 è originario di Monzone di Pavullo. Si trasferisce a soli 11 anni a Casinalbo, perché la piccola proprietà di famiglia era stata resa inagibile da una frana. Le due sorelle e il fratello, tutti più grandi di lui, avevano già trovato lavoro in zona. Ivo, invece, termina le scuole medie. Intanto l'Italia era nel periodo del cosiddetto "boom economico". C'era un grande fervore anche nel comprensorio sassolese, dove le ceramiche si stavano moltiplicando per tenere testa al momento d'oro dell'edizia. In tale contesto, su suggerimento del fratello maggiore, Ivo si iscrive all'Istituto Tecnico Corni, ma non sta fermo un attimo: aiuta il padre a costruire casa e, nel fine settimana, si mette a fare il giardiniere (un lavoro anche passione che si rivelerà decisivo per lui).

A quei tempi le scuole non perdonavano troppe assenze e, così, Ivo è costretto a recuperare gli studi alle serali, mentre continua a lavorare anche come garzone in un macello. 

Nel 1969 finalmente si diploma al Corni con la qualifica di tornitore e trova lavoro presso la ceramica Iris, iniziando la sua gavetta all'officina manutenzione - stampi. Passa poi alla B&T, azienda specializzata nella 

carpenteria per forni ceramici, dove Piombini parte dalla “gavetta” per arrivare ai vertici: da magazziniere diventa infatti coordinatore di produzione, poi coordinatore commerciale, infine amministrato- re delegato e socio. Sotto la sua dirigenza, l’azienda effettua im- portanti acquisizioni e cresce notevolmente in numeri e fatturato. Nel 1996, visto il cambio della filosofia gestionale decisa dagli altri soci, Piombini decide di ritirarsi dalle cariche aziendali. Comincia a formarsi, intanto, la proprietà di Casinalbo, dove nascerà il campo di amarene più curato d’Italia. Nel 2003, tuttavia, il richiamo del suo spirito imprenditoriale gli fa fondare la SIMA (Società Italiana Macchine Automatiche) per produrre macchinari e impianti indu- striali. A seguito della collaborazione con il Gruppo Sacmi, leader mondiale nella produzione di macchinari, nasce poi NUOVA SIMA S.p.A., di cui Piombini è appunto il presidente e checonta oggi oltre 160 dipendenti. 

LE AMARENE E LE SUPER - AMARENE

Ma si diceva delle amarene. “Ho intrapreso questa coltura – spiega Piombini - una decina di anni fa. E non tanto per la produzione di amarene, che nel mercato ortofrutticolo rappresentano pres- soché una nicchia, quanto per avere una varietà arborea che, durante tutto l’anno, mi garantisse una gradevole stagionalità. Le piante di amarene, infatti, presentano bellissimi colori in primave- ra, in estate e in autunno. Naturalmente, nel corso degli anni, mi sono poi occupato anche della produzione, che oggi è arrivata ad oltre 400 quintali. Attualmente posso contare su 1.200 piante tradizionali, ma c’è anche un’altra iniziativa molto interessante in atto. Dallo scorso anno, infatti, ho intrapreso per primo in Italia un progetto - pilota, assieme alla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, allo scopo di produrre una nuova varietà di amarena, denominata “Rio Cerca” dal nome del rio che scorre nella mia proprietà, per produrre un’amarena del tutto naturale ma grande come un durone e dalla polpa più consistente. L’ideale, insomma, per composte e marmellate, che presto dovrei produrre anche nel laboratorio che sto per realizzare in un fabbricato di mia proprietà.

Non meno importante, sempre a proposito di amarene, è la volontà, da parte di Piombini, di integrare la sua grande azienda agricola col territorio.
Così anche quest'anno a ridosso del periodo di maturazone delle amarene, sarà riproposto "Amarenando", una manifestazione organizzata già da diversi anni dalla Pro Loco e aparta a tutte le famiglie.

LA TARTUFAIA

“I tartufi – spiega ancora Piombini – sono un’altra mia grande passione. Attualmente stiamo ultimando di piantare essenze di roverella, farnia, carpino nero e nocciolo, tutte essenze che do- vrebbero favorire la produzione di tre pregiate varietà di tartufo, per altrettante stagioni: primavera, estate e autunno. In particolare, questo ambiente naturale dovrebbe creare le condizioni ideali per lo sviluppo delle cultivar “Tuber boschii”, “Tuber aestivum” e della sua variante autunnale “Tuber aestivum uncinatum”.  

UN LUOGO IDEALE PER RITROVARE SE STESSI

Ca’ del Rio è autenticamente la soluzione ideale per trascorrere una giornata o anche un fine settimana in pieno relax, a due passi da casa. Il ristorante-resort, aperto tutto l’anno sia a pranzo sia a cena, è gestito dalle stesse quattro figlie di Ivo (Monica, Francesca, Sara e Cecilia), a ulteriore garanzia di una conduzione famigliare particolarmente attenta alla soddisfazione dei clienti. La grande maggioranza delle materie prime proviene direttamente dalla stessa proprietà di Ca’ del Rio, come le stesse verdure e la frutta, per non parlare dell’eccezionalità dei vini – rigorosamente biologici! – o di “chicche” come le bacche di sambuca per guar- nire il gelato o lo straordinario liquore Amarenino per concludere in bellezza un pranzo o una cena. Per chi volesse pernottare in un’oasi verde a due passi da Modena, non manca poi l’attiguo hotel con 17 comode stanze servite da tutti i comfort. Per ulteriori informazioni: www.cadelrio.com 

[originariamente pubblicato nel nr.08/2016 del magazine]



Pubblicato il 2016-07-31