Gianni Di Lella, una pizza da campione del mondo


La storia

Impara in fretta, questo ragazzo. Gianni Di Lella, classe 1985, ha iniziato lavorando come commerciale in diverse concessionarie di automobili. Poi, tre anni e mezzo fa, la “folgorazione sulla via di Damasco” lo ha portato a cambiare totalmente professione, reinventandosi titolare di una pizzeria.

Fin qui, è ancora tutto abbastanza normale e può succedere. Ma partire da zero e, già l’anno dopo, agganciare posizioni prestigiose in campionati della pizza, fino a diventare dopo due anni il campione del mondo nella specialità “pizza dessert”, allora questo vuol dire che c’è veramente talento da vendere.


L'intervista esclusiva

Così Arte di Vivere a Modena è andato a conoscere meglio Gianni Di Lella, le cui pizze straordinarie si possono degustare presso la Trattoria Pizzeria “La Bufala” di Maranello, in piazza Amendola 1/2.

Gianni, puoi raccontare innanzitutto come ti sei avvicinato al mondo della pizza?

Gran parte del merito va senz’altro a mio padre Giovanni che, circa tre anni e mezzo fa, con l’intento di dare un buon futuro al sottoscritto, mi propose di aprire un locale assieme a lui. Già mio padre aveva esperienza in questo senso, ma credevamo in un progetto che mettesse al primo posto la qualità e la valorizzazione delle tante eccellenze agroalimentari campane ed emiliane. Ecco quindi che l’8 settembre 2012 aprivamo il nostro locale a Maranello, dove io da sempre seguo la pizzeria e mio padre la trattoria.

Dove hai imparato a fare pizze da campione del mondo?

Ho frequentato alcuni corsi tenuti da Antonio Esposito da Sorrento, il pizzaiolo per antonomasia. Grazie a lui ho appreso molti segreti del mestiere e, naturalmente, ci ho messo anche tanta parte di buona volontà. Ancora oggi, del resto, continuo a sperimentare e a provare nuove pizze, nell’ottica di un continuo miglioramento.

Il primo riconoscimento ufficiale al tuo lavoro quando è arrivato?

Nel 2013, dopo circa sei mesi dall’apertura del mio locale. Mi piazzai secondo al Campionato Italiano di Pizza, proponendo una mia invenzione originale, la “Pampera”. Si trattava di una pizza con il cornicione ripieno di ricotta, un letto di Pancetta di Zibello, pera, provola affumicata e cannella. Ovviamente, è nel mio menù di pizze gourmet.

Quando ti sei laureato campione del mondo?

Nel 2014, al Sigep di Rimini. Ho vinto nella categoria “pizza dessert”, proponendo quella che ho chiamato “Pizza Boschetto”. Si trattava di una pizza a forma di margherita con impasto alla fragola, crema chantilly e frutti di bosco, ricoperta poi da caramello.

Hai fatto altri concorsi?

La visibilità che mi ha dato la vittoria a Sigep 2014 è stata straordinaria e ciò mi ha permesso di prendere parte a diverse altre competizioni. Sempre lo scorso anno, sono stato chiamato a collaborare con l’acetaia Leonardi di Magreta e al Cibus ho lavorato presso lo stand della Mutti. Al Campionato Mondiale della Pizza di Parma mi sono poi piazzato settimo su settanta con la pizza verace napoletana e nono su settanta in coppia con Luca Nanni, chef della Taverna dei Servi, proponendo la “pizza gourmet”.

In poche parole, come racconteresti il segreto del tuo successo?

Ho sempre puntato sulla qualità delle materie prime che impiego, a partire dalla farina (la Pivetti), passando per la polpa di pomodoro Mutti e finendo con i condimenti vari. Spesso, utilizzo prodotti a marchio Dop e Igp, assieme ad un impasto ad alta digeribilità. 

[Articolo pubblicato nel nr.5/2015 del Magazine in edicola da agosto 2015]

Pubblicato il 2015-09-09