Vi presento la Lambrusco Valley

Intervista esclusiva a Pierluigi Sciolette, presidente di Palatipico Modena S.r.l. 


Nel 1964 era un giovane enologo con una grande passione per il suo lavoro e una grande determinazione nel perseguire i suoi obiettivi. Oggi, ha già alle spalle addirittura le “nozze d’oro” col vino, celebrate lo scorso anno, e si appresta a guardare avanti per tanti nuovi progetti, essendo presidente di realtà enogastronomiche e culturali come Palatipico Modena ed Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Signori, ecco a voi Pierluigi Sciolette. “Arte di Vivere a Modena” lo ha intervistato in esclusiva. 

Presidente, può ripercorrere brevemente la sua lunga carriera nel comparto del vino?

Ho iniziato come enologo nel 1964 a Castelfranco, presso la Cantica Cooperativa di Castelfranco Emilia, a quel tempo associata alla Civ, il Consorzio Interprovinciale Vini. All’interno di Civ ho percorso diversi step fino ad esserne nominato presidente, una carica che ho ricoperto per 22 anni. In seguito sono stato presidente e amministratore delegato del gruppo Coltiva, consorzio di commercializzazione di vini. Infine, eccomi alla presidenza del Consorzio tutela del lambrusco di Modena e del Consorzio Marchio Storico dei lambruschi modenesi. Nel 2010 ha preso il via il progetto Piacere Modena, per la valorizzazione dei prodotti modenesi a “denominazione di origine”. Da tale iniziativa, hanno preso vita sia la Fondazione agroalimentare modenese sia la società Palatipico, di cui sono stato nominato presidente.

Che cos’è Palatipico?

Palatipico Modena, che si trova in viale Virgilio 55, è la casa co- mune dei consorzi dei prodotti agroalimentari modenesi Dop e Igp (ovvero a denominazione di origine protetta e a indicazio- ne geografica protetta), dei consorzi e degli enti che si occupano dell’accoglienza turistica e della promozione del territorio (Consorzio di Modena a Tavola e Modenatour) nonché di Artest, società che si occupa di certificazione della qualità e di corsi per la formazione sensoriale dei prodotti agroalimentari.

Qual'è stato uno dei suoi primi progetti una volta alla presidenza di Palatipico?

Creare la cosiddetta "Lambrusco Valley", per promuovere tutti i Lambrusco di qualità.
Altro progetto è quello di portare almeno 100 mila persone all'anno presso il Palatipico di Modena, un autentico giardino del gusto dell'enogastronomia modenese.

Nell’anno di Expo, come vi siete organizzati per valorizzare le eccellenze del territorio?

Abbiamo pianificato diversi eventi presso la Palazzina Vigarani, dove le imprese enogastronomiche del territorio si incontrano con il consumatore finale. Non abbiamo escluso nessuno: par- tiamo infatti dai giovani, per educarli fin da subito a riconoscere la qualità delle produzioni locali, fino al turista straniero, con tanti appuntamenti ah hoc.

Come presidente di Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, quali sono i suoi obiettivi?

Riuscire sempre più a fare sistema, creando un’ideale via Emilia del gusto da Rimini a Piacenza, che sappia valorizzare le nostre tante eccellenze regionali. Rispetto ad altre realtà, noi emiliani paghiamo ancora lo scotto di essere stati storicamente troppo individualisti, presentandoci sui mercati senza un brand comune e quindi senza una precisa identità. Da questo punto di vista, stiamo lavorando per migliorare la situazione e promuovere le tante ricchezze di cui disponiamo.

Un suo sogno nel cassetto?

Avere un’azienda nel settore del vino tutta mia. Ma finora que- sto, appunto, è un sogno rimasto nel cassetto.

[Dal nel nr.05/2015 del magazine in edicola, Agosto 2015]

 

 



Pubblicato il 2015-10-15