Il Palazzo Ducale di Sassuolo, meraviglia del Seicento


Il Palazzo Ducale di Sassuolo ha una storia lunga quanto affascinante da raccontare e, ancora oggi, rappresenta uno dei monumenti più prestigiosi e meglio conservati della provincia di Modena.

Nel luogo in cui si trova, c’era una volta un castello, costruito nel 1458 da Borso d’Este, primo duca di Ferrara, Modena e Reggio. Successivamente la rocca passò nelle mani dei principi Pio, i quali nel 1609 lo cedettero a Cesare d’Este, duca di Modena e Reggio dal 1597 al 1628. Il nobile estense, di origine ferrarese, aveva infatti scelto proprio Modena come capitale del suo ducato, dopo che Ferrara era stata persa ed era ritornata alle dirette dipendenze dello Stato Pontificio, allora retto da Papa Clemente VIII.

Le grandi trasformazioni dell’ex fortezza in palazzo residen- ziale si devono alla volontà del duca Francesco I d’Este, uomo di grande cultura e di gusti raffinati, che nonostante le dimensioni assai ridotte del suo ducato, gli volle sempre dare un respiro europeo e internazionale, anche dal punto di vista artistico. Ecco quindi che il castello di Sassuolo divenne la “magnifica delizia” che, ancora oggi, è uno dei fiori all’occhiello della città.  

L’architetto di corte Bartolomeo Avanzino rese questa residenza ai piedi delle colline modenesi un luogo di villeggiatura e svago. Per le decorazioni non si badò a spese: il palazzo divenne infatti una sontuosa residenza in stile barocco, affrescato e arricchito da Jean Boulanger, pittore ufficiale della corte estense, cui si affiancarono alcuni tra i maggiori pittori quadraturisti bolognesi come Angelo Michele Colonna e Agostino Militelli e un gran numero di abili decoratori e plasticatori, tra i quali Luca Colombi e Lattanzio Maschio, oltre a scenografi di fama come Gaspare Vigarani. Non mancarono perfino Giacomo Monti, Baldassarre Bianchi, Pier Francesco Cittadini, Michelangelo Colonna e il Guercino a rendere questa residenza un grande contenitore di opere d’arte.

Per chi ama la mitologia classica, il Palazzo Ducale di Sassuolo è una visita imprescindibile.

Solo per fare qualche esempio, a fianco del portale della facciata si presentano all’osservatore due statue raffiguranti Galatea e Nettuno, opera di Antonio Raggi di Vico Morcote detto il Lombardo. Il tema di Nettuno è ripreso nella fontana del cortile interno. Lungo lo scalone principale che conduce al piano nobile, si trovano due statue allegoriche rappresentanti l’Allegrezza e l’Eternità, opera di Maschio Lattanzio. Fra di esse, si consuma il Ratto di Proserpina.

Al primo piano, il Boulanger rappresenta scene riguardanti il dio Bacco. Proseguendo, si accede alle stanze riservate rispettivamente al duca e alla duchessa; anch’esse, sono affrescate con scene mitologiche e con allegorie delle Virtù, per opera del già citato Boulanger e, in parte nettamente minore, del suo allievo Pietro Galluzzi da Urbino.

Molto scenografica anche la cosiddetta Sala dei Cavalli, affrescata dal Colonna e dal Monti. Da segnalare, all’interno di questo sontuoso ambiente, opere di Lodovico Lana e un “Alfonso I d’Este in armatura da guerra su un cavallo sauro” attribuito a Dosso Dossi.

Rimasto di proprietà estense fino all’avvento di Napoleone Bonaparte, il palazzo ha poi subito negli anni successivi diversi passaggi di proprietà. Sul finire dell’Ottocento, ha persino ospitato un salumificio e un’azienda agricola. Fu poi acquistato dallo Stato Italiano e assegnato all’Accademia Militare di Modena, che se ne servì saltuariamente per ospitare corsi e come sede sussidiaria. L’Accademia ha poi rinunciato definitivamente a servirsene ed oggi diverse sue sale sono visitabili e accessibili al pubblico.

[Originariamente pubblicato nel nr.06/2015 del magazine]


Pubblicato il 2016-01-06