Una giornata da pilota

Quarant’anni non si compiono tutti i giorni, anzi per dirla tutta accade una sola volta nella vita. E’ una giornata importante, una di quelle ricorrenze da festeggiare in modo diverso, insomma un giorno da ricordare. Pensando a tutti questi presupposti ho deciso di farmi un regalo speciale, una cosa solo per me che porterò nel cuore per molto tempo. Così ho deciso di andare alla Pit Lane e vivere un giorno da pilota, alla guida di una rossa di Maranello, un sogno nato da bambino e cullato fino a qualche giorno fa. Fin dal mio ingresso il trattamento è di prim’ordine, le ragazze del ricevimento, gentili e carine, mi propongono subito la vasta gamma di servizi che Pit Lane offre, spiegandomi per filo e per segno come si compongono i vari pacchetti e le opzioni a disposizione. Un elenco completo di possibilità per tutti i gusti e, soprattutto, per tutte le tasche, dal veloce assaggio di 10 minuti al tour di due ore sull’appennino modenese, fra curve e tornanti che sembrano disegnati appositamente per esaltare le qualità stradali di una Ferrari.

Inutile dire su cosa è caduta la mia scelta, tour completo di due ore, video del test drive e foto a ricordo. Subito dopo è arrivata la scelta più difficile, su quale bolide passare le prossime ore. Praticamente tutta la gamma Ferrari, dalla 458 alla California, dalla 599 GTB Fiorano alla 430 Challenge, una selezione di vetture belle come opere d’arte tutte a mia disposizione. Alla fine la scelta è caduta sulla Ferrari F12 Berlinetta, motore 6.262 CC, V12 e ben 740 CV a mia disposizione. Mi accomodo in auto con deferenza, quasi intimorito dalla quantità di pulsanti e comandi presenti sul volante e nell’abitacolo.

A questo punto mi viene in aiuto Maurizio, uno dei collaudatori di Pit Lane che mi accompagnerà nella mia avventura. Con leggendaria pazienza mi spiega tutte le funzioni, le caratteristiche principali della vettura, mi aiuta a regolare il sedile e poi mi dice di premere quel pulsante rosso che accenderà il motore e, con lui, tutte le mie emozioni. Già al primo rumore degli scarichi un brivido mi attraversa, non è rumore è una sinfonia di tecnologia, cavalli e potenza. Esco lentamente dal parcheggio e mi avvio con circospezione lungo la strada principale, alla fine non voglio dimenticare di avere in mano una vettura da quasi 300.000 euro! Passiamo davanti allo stabilimento Ferrari e mi sento parte di un mondo a sé, un club elitario al quale solo pochi fortunati possono accedere. Bastano pochi chilometri e mi sembra di aver guidato la mia F12 da sempre, il feeling è incredibile e le sensazioni che mi arrivano dal volante sono talmente rassicuranti che mi invitano a spingere sul pedale dell’acceleratore appena la strada lo consente, e qui tutti i cavalli della Ferrari cominciano a farsi sentire, il suono dello scarico si fa più rabbioso e una mano enorme mi schiaccia sul seggiolino mentre il numero di giri aumenta vorticosamente. Maurizio continua a snocciolare dati ed informazioni ma il mio cervello ormai è una cosa unica con il motore, all’inizio del tratto appenninico le curve scorrono sotto di me come se fossero rettilineo, i tornanti non sono più una fatica ma puro divertimento con gli pneumatici che si incollano all’asfalto e mi consentono di scaricare a terra più potenza di quella che sono abituato a gestire. Ma l’elettronica mi viene incontro e le mie carenze di pilota sono immediatamente corrette dai sistemi di assistenza alla guida, trasformando un possibile errore in una traiettoria sicura ed elegante. Quando è il momento di rientrare mi sembra di aver sognato, due ore sono volate in un lampo e sono quasi tentato di ripetere tutto il percorso, è veramente difficile scendere da un gioiello del genere.

Alla fine del test il personale di Pit Lane mi consegna il video con tutta la mia prova e le foto ricordo di quella che è stata una giornata incredibile e ricca di emozioni. Visto che ho ancora un po’ di tempo mi addentro nel negozio, ricco di merchandising ufficiale, modellini e memorabilia legate al mondo Ferrari, l’acquisto del cappellino è d’obbligo. Adesso posso andare a casa a spegnere le candeline sulla torta!

Pubblicato il 2015-05-02